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SENTIERO GLACIOLOGICO

I sentieri glaciologici sono una proposta di fruizione 'intelligente' dell'ambiente alpino: con un impatto ambientale pressoché nullo il visitatore è guidato in luoghi di suggestiva bellezza.

 

 

Il sentiero glaciologico "Vittorio Sella"

Il sentiero glaciologico "Vittorio Sella" è stato istituito nel 1992 dal Servizio Glaciologico Lombardo. La straordinaria bellezza della Valle Ventina, unita alla sua comodità di accesso, permettono a tutti gli escursionisti di avvicinarsi a questo stupendo ambiente naturale d'alta quota, caratterizzato dalla presenza del Ghiacciaio della Ventina. Il sentiero glaciologico, con opportune segnalazioni, si propone di dare al visitatore un minimo di strumenti per effettuare una esperienza di lettura del territorio in chiave geomorfologia.

L'ambiente naturale tipico di queste quote è infatti strettamente legato alla presenza, nel passato come nel presente, dell'elemento-ghiacciaio, che condiziona strettamente, la geomorfologia, la botanica, la vita del completo ecosistema d'alta quota. Attraverso la conoscenza delle variazioni glaciali il visitatore può quindi comprendere gli eventi e i processi che determinano l'aspetto attuale del paesaggio.

Il sentiero glaciologico è dedicato a Vittorio Sella, alpinista, fotografo ed esploratore, pioniere della fotografia alpina; ancora oggi le sue immagini delle alte quote restano capolavori insuperati. Egli ritrasse le montagne della Valmalenco alla fine dell'800, con un gusto e il senso del bello che speriamo accompagni anche l'escursionista che visita la Valle Ventina.

Il sentiero glaciologico propone una nuova modalità di fruizione dell'ambiente alpino, mediante una originale lettura del territorio, stimolando la conoscenza degli eventi che ne determinano l'aspetto attuale.

Il Servizio Glaciologico Lombardo mantiene agibile il sentiero nei mesi estivi. Declina ogni responsabilità per eventuali incidenti occorsi a persone o a cose, anche per le strutture presenti sul percorso (scale e passerelle). Si consiglia di non attraversare il torrente fuori dal percorso segnalato, tenere un comportametno rispettoso nei confronti dell'ambiente e delle strutture e di riportare i rifiuti a valle.

Si sconsiglia di avventurarsi sul ghiacciaio senza l'accompagnamento di una Guida Alpina o comunque senza adeguata attrezzatura e preparazione

 

Alpe VentinaIl percorso del Sentiero Glaciologico Vittorio

Alpe Ventina. Il percorso del Sentiero Glaciologico Vittorio Sella, accessibile dal rifugio Gerli-Porro, si svolge ad anello sul fondo della valle Ventina; in salita, in destra idrografica, corrisponde al normale percorso di accesso al ghiacciaio, segnalato con bandierine bianco/rosse, mentre in discesa percorre il versante opposto della valle, con un percorso nuovo e originale. Lungo il sentiero, sia in salita che in discesa, una serie di targhe permette al visitatore di identificare la morene deposte dal ghiacciaio dal periodo che va dalla Piccola Età Glaciale (1550 - 1850) ai giorni nostri, nonché di osservare le posizioni raggiunte dalla fronte del ghiacciaio durante il suo progressivo ritiro, identificabile grazie alla presenza di segnali glaciologici opportunamente evidenziati.

 

Caratteristiche del sentiero:

 

Lunghezza: 3.5 km circa
Tempo di percorrenza: ore 1.30
Difficoltà: E
Dislivello totale: 175 m.

ghiacciaio di fellaria

Il sentiero glaciologico Luigi Marson

Il sentiero glaciologico Luigi Marson è nato nel 1996, con la collaborazione del Comune di Lanzada, per avvicinare il grande pubblico allo splendido ambiente naturale in cui è inserito il Ghiacciaio di Fellaria, uno dei maggiori delle Alpi Centrali italiane. Due percorsi differenziati consentono a escursionisti, visitatori e turisti di risalire il ramo orientale dell'alta Valmalenco che si spinge fin nel cuore del gruppo del Bernina, unico "quattromila" delle Alpi Centrali. 

Il Sentiero Glaciologico è strutturato su due percorsi (A e B) che partono dal rifugio Bignami (2401 m). Entrambi sono alla portata di ogni escursionista ma, essendo tracciati in alta quota, richiedono un minimo di attenzione, soprattutto in caso di improvviso maltempo.

 

Il percorso "A", più bello ma più difficile, ricalca quello della variante 6a dell'Alta Via della Valmalenco: dal rifugio ci si muove verso N; passato un torrentello si prosegue per pascoli che risalgono fino all'antica morena laterale destra del ghiacciaio. Da qui, seguendo il filo di cresta, ci si dirige verso il laghetto prospiciente il settore più occidentale del ghiacciaio.


Ghiacciaio di Fellaria occidentaleSulla cresta della morena, in posizione dominante la fronte del Fellaria W e il bel lago, è posto un "Punto panoramico" con una targa illustrativa.
L'itinerario prevede il ritorno al rifugio per il medesimo sentiero; è però possibile, seguendo le indicazioni, scendere lungo il fianco della morena e ricollegarsi al sentiero "B". 

 

Il percorso "B" ricalca lo stesso itinerario del precedente fino sotto la morena: da qui si tagliano in costa i prati, si risale sotto una fascia rocciosa e si raggiunge il margine meridionale del ripiano da cui scendono le cascate di Fellaria. Da questa posizione, spettacolare per i grandiosi segni della presenza del ghiacciaio (rocce montonate, solchi, massi erratici) il percorso si snoda nella piana antistante la fronte, toccando i punti utilizzati dai glaciologi per effettuare le misure nel corso degli ultimi cinquant'anni. È così possibile ricostruire il drammatico ritiro che la lingua glaciale ha subito in questi ultimi decenni.

 

Particolarmente scenografico, per la presenza di piccoli blocchi di ghiaccio che discendono la corrente, è il lago proglaciale che da alcuni anni caratterizza la fronte in sinistra idrografica. Il laghetto, recentemente ampliatosi, sta intaccando una parte della lingua, provocando il crollo di estese porzioni del ghiacciaio. 

 

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