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IL PARCO DELLE OROBIE VALTELLINESI

Il Parco si sviluppa sul versante nord delle Alpi Orobie, che si estendono per circa 50 km, dal Monte Legnone al Passo dell'Aprica, e si trovano a cavallo tra le province di Sondrio, Lecco, Bergamo e Brescia.

 

Carta d'identità del Parco

Anno di istituzione: 1989   

Tipologia: Parco regionale montano-forestale

Estensione: 44.100 ha     

Quota: minima 850 m - massima 3052 m (Pizzo Coca)

Comuni: 25     

Provincia: Sondrio

Consorzio di gestione: Provincia di Sondrio, Comunità Montane Valtellina di Morbegno, Valtellina di Sondrio e Valtellina di Tirano (costituito nel 1995)

Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS): 12 aree individuate in tutte le valli principali del Parco ai sensi della "Direttiva Habitat" e della "Direttiva Uccelli" dell'Unione Europea al fine di tutelare specie animali e vegetali ed habitat di particolare interesse per la conservazione della natura a livello comunitario.

 

Ente gestore

Consorzio Parco delle Orobie Valtellinesi

via Toti, 30C - 23100 SONDRIO

Tel. 0342 211236Fax 0342 2102260342 210226

http://www.parcorobievalt.com/

info@parcorobievalt.com


Centri visita della zona del mandamento di Sondrio

Sala micologica  "Appunti di micologia"
Ex chiesa Santi Simone e Giuda

Loc. Valle di Colorina - COLORINA

46.280 ha, quota minima 850 m, quota massima 3052 m (Pizzo Coca),  12 aree di particolare pregio ambientale sottoposte a protezione speciale (SIC e ZPS) individuate a i senti della "Direttiva Habitat" e della "Direttiva Uccelli" dell'Unione Europea, 14 valli, 1989 l'anno di istituzione: questi sono i numeri del Parco delle Orobie Valtellinesi, una delle aree protette lombarde più grandi e significative della regione.

Il Parco si sviluppa sul versante nord delle Alpi Orobie, che si estendono per circa 50 km, dal Monte Legnone al Passo dell'Aprica, e si trovano a cavallo tra le province di Sondrio, Lecco, Bergamo e Brescia. Il confine superiore corre lungo la linea di cresta e coincide con quello della provincia di Sondrio, quello inferiore si attesta mediamente intorno ai 1000 m.

Dal punto di vista geomorfologico, il territorio del Parco è molto complesso, caratterizzato da quattordici solchi vallivi, originati per l'azione dei ghiacciai quaternari e per lo scorrere impetuoso dei torrenti. Queste vallate, che dalla cresta scendono ad andamento più o meno parallelo verso la Valtellina con esposizione a nord, sono caratterizzate, nella parte bassa, da profonde ed inquietanti forre, per poi aprirsi in ampi e luminosi pianori alle quote più elevate.

Poco conosciute dal turismo di massa, queste montagne custodiscono, accanto ad un'antica presenza umana, i segreti di una natura ancora intatta, aspra e solitaria, che può ad un primo incontro intimorire; ma basta incamminarsi lungo uno dei numerosi sentieri del Parco per essere affascinati dalla bellezza del paesaggio e dalla ricchezza di vita. Ad un occhio attento e curioso non potrà di certo sfuggire lo spettacolo di colori e incontri offerti dalla natura di quest'area protetta: il viola smagliante di un piccolo fiore, il giallo dorato dei larici in autunno, l'azzurro intenso dei numerosi laghetti alpini, fino allo stupore per l'avvistamento di una piccola salamandra nera o l'emozione di un incontro con il re incontrastato delle vette, il maestoso stambecco.

Non solo sensazioni ed emozioni; l'area del Parco delle Orobie Valtellinesi è contraddistinta da notevoli motivi di interesse naturalistico e scientifico. L'elevata biodiversità del suo territorio è testimoniata, tra l'altro, da specie endemiche quali la sanguisorba valtellinese e la viola comollia e da numerose specie di muschi e licheni, ritenuti estinti in Italia e che un recente studio ha rinvenuto nel Parco.

la vegetazione ne laprco delle orobie valtellinesi - viola comollia

La vegetazione

Il paesaggio dominante è quello tipico alpino. Si passa dai boschi di latifoglie, dominati ancora dal castagno diffuso in passato dall'uomo, a quelli di conifere in cui prevale l'abete rosso, o peccio, accompagnato ora dall'abete bianco, ora dal larice. Attraverso una fascia di transizione ad arbusti contorti in cui spiccano le belle fioriture di rododendro e le succose bacche di mirtillo, si giunge alla prateria alpina, sfruttata da secoli per il pascolo del bestiame. Più in alto, gli  ambienti rupestri e quelli periglaciali, ospitano vegetazioni specializzate a condizioni di vita estreme.

Gli endemismi - Specie autoctone presenti in una area circoscritta

Le Orobie valtellinesi custodiscono 3 endemismi: Viola Comollia, rarità dei ghiaioni d'alta quota, Sanguisorba dodecandra, abbondante nelle vallette umide e lungo i corsi d'acqua nel settore orientale e Androsace brevis, specie di cresta, il cui areale si estende dalle valli più occidentali del Parco ai monti sopra Lugano.

la fauna nel parco delle orobie valtellinesi - gallo forcello

La fauna

Le valli del versante valtellinese delle Alpi Orobie, grazie ai diversi ambienti presenti, ospitano complesse comunità animali. Nei boschi di conifere più maturi e poco disturbati trova ancora luoghi adatti alla nidificazione il gallo cedrone, simbolo del Parco. Questo grosso Galliforme viene considerato una specie "ombrello", la cui presenza, cioè, sta ad indicare ambienti di elevata qualità in cui vivono altri animali particolarmente esigenti. È così che troviamo il picchio nero, le due civette, nana e capogrosso, e la martora, ma anche il più comune capriolo. Oltre il limite del bosco, nel regno dell'aquila reale, marmotte, camosci e stambecchi sono le specie più facilmente osservabili, ma altre, come l'ermellino, la pernice bianca e la rara salamandra nera, più schive, testimoniano la ricchezza faunistica del Parco.

laghetto alpino - parco delle orobie valtellinesi

I segni del passato

Le Orobie Valtellinesi, caratterizzate da valli impervie e da una sfavorevole esposizione, sono state, a tutt'oggi, poco toccate dal turismo di massa. Costituiscono, pertanto, un vero e proprio scrigno di importanti testimonianze di storia, arte ed etnografia. Segni di antichi lavori, come i resti delle miniere di ferro e dei forni fusori, pile e mulini, fino alle strutture per la lavorazione del latte come i calècc, ancora oggi utilizzati. Testimonianze della religiosità popolare, come numerose santelle, piccole chiesette e affreschi devozionali. Esempi di rete viaria, dalle importanti vie di transito per il trasporto delle merci, come la Strada Priula, alle semplici mulattiere percorse durante la monticazione o per l'esbosco del legname. Dai pochi segni lasciati dagli uomini che per primi si avventurarono in queste valli, fino alle fortificazioni della Grande Guerra. Tutto ciò rappresenta un importante, ma fragile patrimonio di storia e civiltà, da conoscere e soprattutto conservare.

 

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