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SCI ALPINISMO

Le classiche del nostro territorio

 

 

Di seguito sono presentati alcuni itinerari classici di scialpinismo in Valmalenco. Si tratta di una breve presentazione pertanto si ricorda di informarsi circa le condizioni effettive di ciascun itinerario e di non dimenticarsi delle norme di comportamento per la sicurezza personale.

L'itinerario proposto varia sempre a seconda delle condizioni niveo-metereologiche, pertanto vi invitiamo a chiedere sempre maggiori informazioni e consigli alle Guide Alpine della valle.

 

Verso il Passo Cassandra - foto:Luciano Bruseghini

Verso il Passo di Mello - foto:Luciano Bruseghini

Verso il Pizzo Scalino - foto: Luciano Bruseghini

1) PASSO CASSANDRA 3097 m

Località di partenza: Chiareggio 1593 m

Dislivello: 1504 m

Tempo di percorrenza: 4,30 h

È uno dei più classici itinerari della zona, pur non presentando particolari difficoltà, è da non sottovalutare svolgendosi per buna parte su ghiacciaio. La salita al Pizzo Cassandra richiede un minimo di capacità alpinistiche. BSA

 

2) PASSO di MELLO 2992 m

Località di partenza: Chiareggio 1593 m

Dislivello: 1400 m

Tempo di percorrenza: 4,30 h

Meno frequentata della Val Ventina, la Val Sissone si spinge nel cuore del Gruppo del Disgrazia. La salita al passo richiede capacità alpinistiche. BSA

 

3) PASSO di VAZZEDA 2978 m

Località di partenza: Chiareggio 1593 m

Dislivello: 1385 m

Tempo di percorrenza: 3,30 h

Baciato dal sole già dal mattino, il pendio che scende a Chiareggio, propone una discesa entusiasmante. BSA

 

4) MONTE MOTTA 2336 m

Località di partenza: San Giuseppe, parcheggi seggiovia 1500 m

Dislivello: 900 m

Tempo di percorrenza: 2,30 h

Il CAI Valmalenco, con la collaborazione dell CM di Sondrio,ha studiato questo bellissimo itinerario per raggiungere la sommità degli impianti del Palù in tutta sicurezza. MS

 

5) SASSO NERO 2917 m

Località di partenza: arrivo seggiovia Sasso Nero 2350 m

Dislivello: 570 m (1400 m da san Giuseppe)

Tempo di percorrenza: 1,30 h (4 da San Giuseppe) Sfruttando gli impianti di risalita si riduce il dislivello per raggiungere la vetta che , al centro della Valmalenco, è un punto

panoramico d’eccezione. BS

 

6) BOCCHETTA DELLE FORBICI 2636 m

Località di partenza: Campo Moro 1933 m

Dislivello: 700 m

Tempo di percorrenza: 2,30 h

Al cospetto dei 4000 metri del Bernina. Giunti alla Bocchetta è possibile piegare a sinistra

e raggiungere la vetta del Monte delle Forbici. BSA

 

7) PIZZO SCALINO 3323 m

Località di partenza: Campo Moro 1940 m

Dislivello: 1383 m (1260 m al colletto)

Tempo di percorrenza: 4,30 h

Itinerario molto noto e frequentato, una classica. La salita dal deposito sci alla vetta richiede attenzione, panorama d’eccezione. BSA

 

 

 

 

Cartina con itinerari di ciaspole e scialpinismo. In rosso quelli dello scialpinismo.

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Baita con sfondo Pizzo Scalino - foto: Luciano Bruseghini

Sul ghiacciaio del Pizzo Scalino - foto:Luciano Bruseghini

IN DETTAGLIO: SALITA AL

PIZZO SCALINO E CORNETTO

Uno degli itinerari più classici della Valmalenco

 

Partenza Campo Moro (m.1900)
Dislivello circa m.1400 (alla cima) - circa m.900 (al Cornetto) - circa m.900 (al passo di Campagneda) - m.400 (a Prabello e rif. Cristina)
Tempo circa 5 ore (alla cima) - circa 3 (al Cornetto) - circa 2 ore e ½ (al passo di Campagneda) - circa 1 ora (a Prabello e rif. Cristina)

 

Descrizione della zona e dell'itinerario: è senza dubbio uno dei più antichi  e conosciuti itinerari anche fuori

provincia. Ogni anno frotte di sci alpinisti affrontano questo percorso partendo sia dalla Svizzera da Selva che dall'Italia da Campo Moro (a rendere famosa la zona è stato anche un frequentatissimo rally scialpinistico che ogni anno viene disputato proprio in questa località).
La posizione del ghiacciaio, situato proprio di fronte al gruppo del Bernina, con un panorama senza confronti, ha contribuito non poco alla notorietà della zona mentre la qualità della neve in pendii quasi completamente esposti a nord fanno sì che lo sci alpinista trovi qui, più che in altre località la possibilità di discese impagabili tra nuvole di polvere bianca.

Salita: Si sale con l'auto da Franscia fino quasi a Campo Moro (m.1900); dove parte il sentiero per l'alpe Campascio e Campagneda, si lascia l'auto in un piccolo parcheggio sulla destra e messi gli sci si sale per un primo tratto lungo la strada e poi lungo un largo sentiero che conduce tra i boschi fino all'alpe Campascio (m.2078), dove si possono ammirare delle bellissime baite in legno, e poi all'alpe Campagneda (m.2145); qui si può già vedere sulla destra la caratteristica ed imponente vetta del pizzo Scalino (m.3323); si procede sempre in direzione est fino a quando ci si trova sotto i ripidi bastioni del Cornetto (m.2848) da salire con prudenza se c'è troppa neve e sempre con larghe diagonali a zig zag.
Giunti così ad una specie di bocchetta si apre davanti agli occhi il ghiacciaio ed oltre il pizzo Canciano che svetta all'orizzonte; ci si porta allora sulla destra e si sale in direzione sud-est con prudenza fino al crepaccio terminale, che spesso è chiuso dalla neve e si supera con facilità. Abbandonati gli sci si può salire sulla cresta con una breve arrampicata e poi sempre in cresta ci si porta sulla cima dominata da una grande croce.
Si raccomanda prudenza soprattutto nell'ultimo tratto e la dotazione di piccozza, ramponi e corda. Strada alternativa di salita può essere quella che porta al Cornetto non per la via più ripida ma attraversando il passo di Campagneda (m.2626) da cui poi si sale a destra (dopo una breve discesa) lungo il ghiacciaio.

Il passo di Campagneda può anche diventare la meta finale di un itinerario più tranquillo e riposante. Altra variante di salita per il Cornetto, o meta finale di una breve passeggiata può essere quella che dall'Alpe Campascio porta a Prabello e al rifugio Cristina, alpeggio che d'inverno sotto la neve diventa un luogo incantato e silenzioso dove ci si aspetta di veder comparire da un momento all'altro gnomi e folletti insieme ai loro amici animali dei boschi.

Discesa: Per la via di salita oppure se si è provveduto in merito, posizionando un auto a Selva, si può anche scendere in direzione del passo di Canciano e poi in Svizzera.
Altra possibilità è quella di scendere fino al passo di Campagneda e poi lungo la val Poschiavina fino al lago di Gera, dove però spesso è un po' problematico per presenza di ghiaccio e accumuli di neve, l'accesso alla diga da cui si deve poi discendere fino a Campo Moro per riprendere l'auto

 

scialpinismo - pizzo meriggio

PIZZO MERIGGIO - OROBIE VALTELLINESI

Una delle più semplici ed insieme classiche mete per gli amanti dello sci-alpinismo sul versante orobico valtellinese

 

Dislivello 1000 metri circa
Tempo 3h la salita; 1,45/2 la discesa

 

Il Pizzo Meriggio (m 2348), nelle Orobie valtellinesi, si alza proprio sopra la città di Sondrio. La gita è abbastanza sicura, ma naturalmente va effettuata tenendo presenti le indicazioni dei bollettini valanghe (che devono essere sempre attentamente consultati prima di muoversi su terreno innevato).


ACCESSO STRADALE. Venendo dal Lago di Como, percorrere la strada statale della Valtellina fino alle porte di Sondrio; non entrare in città ma seguire la tangenziale (direzione Bormio/Confine di Stato) ed uscire all'uscita "Sondrio/Via Vanoni". Girare a destra per Albosaggia e seguire le indicazioni per la frazione Centro e per l'Alpe Campelli. Dopo circa 12 km (dall'uscita della tangenziale) e molti tornanti, la strada asfaltata termina a quota 1360 m circa, presso alcune case dell'Alpe Campelli. Qui si parcheggia (altre possibilità di parcheggio si trovano poco prima del termine della strada, tra i 1280 e i 1320 m di quota). ATTENZIONE: la strada per l'Alpe Campelli è chiusa da Novembre ad Aprile. In questo periodo c'è il divieto di transito e la sua percorribilità non è garantita (eventualmente telefonare al Comune di Albosaggia: 0342.510376).


ITINERARIO. Dal termine della strada asfaltata portarsi presso le prime case e salire su terreno aperto in

Salendo al Meriggiodirezione Sud-Sud-Est, fino alle case più alte dell'Alpe Campelli (m 1430 circa; a questo punto si può giungere anche seguendo la stradina che si stacca a sinistra dall'ultimo tornante). Dietro le case, raggiungere in pochi minuti ciò che rimane della stazione sciistica (una baracca di legno e la struttura in cemento armato dello skilift); da qui seguire il tracciato della pista incrociando talvolta una stradina. Tra i 1620 e il 1650 m di quota, dove la pista diventa decisamente più ripida, sono evidenti alcuni tornanti della stradina. Dopo i tornanti la stradina abbandona definitivamente la pista e si dirige ad Est: seguirla nel bosco incontrando quasi subito un bivio (quota 1680 m circa). Prendere la diramazione di destra, più ripida, e seguirla per un breve tratto: dove essa gira decisamente a destra (m 1710 circa), abbandonarla e proseguire tra i larici guadagnando quota verso sinistra fino a raggiungere (m 1760 circa) un grosso ripetitore affacciato sulla Valtellina. Siamo ora sul dorso del largo crestone Nord-Nord-Est della Punta della Piada (m 2122). Dal ripetitore si procede verso destra su terreno più dolce e sempre tra i larici, fino a raggiungere un tratto ampio e quasi pianeggiante dove si incontra di nuovo la stradina  Cresta nord-est Meriggio(questo percorso permette di guadagnare un po' di tempo perché la stradina compie un giro più ampio passando a valle del ripetitore). Seguendo la stradina si raggiunge una sorta di colletto (quota 1980 circa) alla base della Punta della Piada. Qui la stradina abbandona il crestone che stiamo percorrendo e si abbassa sul versante Nord. Abbandonare la stradina e aggirare a Est la Punta della Piada, raggiungendo un piccolo avvallamento; per una bella crestina con gli ultimi larici, salire alla successiva quota 2125 m e poi abbassarsi leggermente all'ampia sella presso la quale si trova la Baita Meriggio. Ora il percorso, lungo la cresta Nord-Est del Pizzo Meriggio, è perfettamente evidente: seguendo la cresta ben delineata e in qualche tratto più stretta si raggiunge la cima, poco prima della quale si trova una grande croce di metallo (3 ore dall'Alpe Campelli). La DISCESA si effettua lungo il percorso della salita (1,45/2 ore dalla cima).

 

 

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