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ALTA VIA DELLA VALMALENCO

... tra natura e benessere!

 

 

Abbigliamento ed attrezzattura necessaria:

  • 3 magliette a maniche corte (meglio se in materiale sintetico perché si lavano e asciugano in fretta);
  • un micropile a maniche lunghe;
  • un pile pesante;
  • l’ideale sarebbe un guscio anti-pioggia in Goretex. Se non l’avete va bene una giacca (basta che non sia troppo ingombrante o meglio che non sia troppo pesante. La giacca deve stare sopra il micopile e pile in caso di freddo.)
  • almeno due paia di pantaloni. L’ideale sono quelli che si staccano e diventano pantaloncini, almeno uno dei due.
  • Poncho antipioggia e coprizaino in caso di pioggia (qualche zaino ce l’ha integrato);
  • cappello da sole con visiera (tipo quelli da baseball);
  • occhiali da sole:
  • calze (almeno due paia pesanti e due paia leggere. Ricordo che si laveranno durante il trekking.);
  • una maglietta grande di cotone che posso usare come pigiama;
  • mutande (quanto basta, ricordo che si laveranno);
  • sacco lenzuolo;
  • un asciugamano medie dimensioni (meglio se in microfibra perché occupa meno posto e più leggero);
  • scarponcini (quelli che si indossano). Non altre scarpe e non ciabatte che nei rifugi le troviamo. Non comprate scarponi che indossate per la prima volta, gli scarponi devono essere rodati;
  • busta con spazzolino, dentifricio, sapone e shampoo, tutti in formato ultra light (avete presente le confezioni che mettono nei bagni degli alberghi? Se non abbiamo il formato ultra-light meglio lasciare perdere, speriamo che qualcuno ce ne presti un po…')
  • Borraccia, deve essere comoda e leggera altrimenti meglio una bottiglia di plastica. Capienza di almeno un litro.
  • Berretta e guanti (alla sera quando si esce dal rifugio può fare freddo)
  • Crema solare. Tubetto di crema solare non confezioni maxi. Numero di protezione a seconda del bambino. Io solitamente uso una dieci ma sono di carnagione scura.
  • Cerotti, soprattutto contro le vesciche;
  • Rotolo di carta igienica (non si sa mai) o fazzoletti di carta

 

Attrezzatura, varie ed eventuali:

  • farmaci personali. Io porterò con me kit di soccorso,tra cui come farmaci tachipirina e oki per il mal di gola. Prima di somministrare farmaci chiamo sempre a casa. Se ci sono delle esigenze particolari, legati all’assunzione di farmaci specifici sono da portare e segnalarmelo.
  • pila frontale, possibilmente con le pile nuove così siamo sicuri che non si scarica subito;
  • un coltellino milleusi
  • la macchina fotografica (con batterie di riserva o caricabatterie),
  • cellulare, che può essere utilizzato anche come macchina fotografica, quindi anche aricacellulare;
  • bastoncini, se abituati ad utilizzarli;
  • binocolo;
  • Barrette energizzanti o cioccolato o frutta secca. E’ vero che ci daranno sempre il pranzo ma vi assicuro che la fame sarà tanta quindi portatevi qualcosina.
  • integratori di sali. (ci sono delle buste o pasticche che possono essere aggiunte all’acqua – calcolate una al giorno, non di più). Mi raccomando buste non barattoli giganti.
  • Costume da bagno, magari il bagno in un lago ci sta o al limite utilizziamo il costume come intimo.
  • Se l’avete portare un moschettone (magari capita di dover appendere qualcosa fuori dallo zaino)
  • Se proprio non ne avete abbastanza di tutto il peso, qualcosa da leggere, ma qualcosa di leggero, leggero come peso, intendo.

L'Alta Via della Valmalenco è un percorso escursionistico in quota costituito da 8 tappe per circa 110 km. Il programma proposto prevede 7 tappe e per motivi logistici il tour inizierà il lunedì e terminerà la domenica. Durante il tragitto si toccano i punti maggiormente significativi e panoramici della valle, tra pascoli, alpeggi, laghi, boschi, cave e valichi si possono ammirare i maestosi ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino. L'Alta Via richiede un discreto sforzo fisico e una discreta preparazione. Un minimo di allenamento è consigliato per le tappe più impegnative. In caso di maltempo è possibile prevedere soluzioni alternative al percorso proposto per giungere sempre al rifugio programmato ma con soluzione meno impegnativa e meno rischiosa di quella prevista nel programma.

 

Il trekking è previsto con minimo 6 persone partecipanti.

 

  • settimana 29 luglio - 5 agosto (conduzione a cura di AmM Giorgio Tanzi);
  • settimana 21-27 agosto (conduzione a cura di AmM Nicola Dispoto).

 

Costo totale per l’intera settimana:

450 euro

esclusi extra nei rifugi

 

Primo giorno Pernottamento rifugio Bosio
Secondo giorno Pernottamento rifugio Porro
Terzo giorno Pernottamento rifugio Longoni
Quarto giorno Pernottamento rifugio Mitta o Musella
Quinto giorno Pernottamento rifugio Bignami
Sesto giorno Pernottamento rifugio Cristina
Settimo giorno Rientro a Caspoggio

 

 

Prima tappa

Alpe Piasci - Rif. Cometti (1720 m) - Arcoglio sup (2123 m) - Cima Bianca (2490 m) - Rif. Bosio (2086 m)

  • Località di partenza: Alpe Piasci
  • Quota massima: 2490 m
  • Dislivello di salita: 800 m
  • Tempo di percorrenza: 5 h 30

E' la prima tappa e consente di portarsi in quota, ai piedi del gruppo del Disgrazia. Il punto più alto del percorso culmina con la cima del Sasso Bianco 2490m, luogo che consente un'ampia veduta panoramica a 360 gradi dal Gruppo dell'Adamello al Monte Rosa, dalle Orobie valtellinesi al Disgrazia, sino al Bernina.
La tappa non presenta alcuna difficoltà. Si organizza un trasporto privato fino all’Alpe Piasci cosi che la tappa diventa notevolmente ridotta, soprattutto per il dislivello in salita.

 

Seconda tappa

Rif Bosio (2086 m) - A Mastabbia (2077 m) - A Giumellino (1756 m) - Laghetti Sassersa (2369 m) - Passo Ventina (2675 m) Alpe Ventina (1960 m)

  • Località di partenza: Rifugio Bosio
  • Quota massima: 2675 m
  • Dislivello di salita: 1200 m
    Tempo di percorrenza: 7 h

Si tratta di una delle tappe più faticose del trekking. Presenta notevole sviluppo, con la faticosa risalita della Val Sassersa, interrotta dal piacevole incontro dei 3 Laghetti di Sassersa, sino al Passo Ventina. Straordinariamente varia, attraversa ambienti molto diversi: dall'Alpe Mastabbia da cui si gode di una bellissima vista sul gruppo del Bernina ai laghetti di Sassersa, vere e proprie perle incastonati nelle rossicce rocce di serpentino, alla vista superba dal Passo del Ventina sul gruppo del Disgrazia.

 

Terza tappa

Alpe Ventina (1960 m) - Forbicina (1656 m) - Alpe Monte Rosso Superiore (1944 m) - Alpe dell’Oro (2027 m) - Alpe Fora (2053 m) - Rifugio Longoni (2430 m)

  • Località di partenza: Alpe Ventina
  • Quota massima: 2600 m
  • Dislivello di salita: 900 m
  • Tempo di percorrenza: 5h

Tappa semplice, senza eccessivo dislivello ma con salite suddivise lungo tutto il percorso.
La tappa sale fino ai pascoli dell’alpe dell’Oro fino a giungere all'Alpe Fora tra fragorose cascate ed ampie praterie alpine. Un ultimo tratto di salita e si arriva al balcone panoramico ove è posto il Rif. Longoni

 

Quarta tappa

Rif. Longoni (2450 mt) - Alpe Sasso Nero (2304 m) - Lago Palù (1950 m) - Bochel del Torno (2203 m) - Alpe Campascio (1844 m) - Alpe Musella (2021 m)

  • Località di partenza: Rif. Longoni
  • Quota massima: 2450 m
  • Dislivello di salita: 650 m
  • Tempo di percorrenza: 5 h 30

Dal rifugio si raggiunge l’Alpe Sasso Nero su un sentiero che in alcuni tratti si sviluppa su pietraie. Da qui in breve si raggiunge la conca ove è posto il Lago Palù, il lago alpino di origine glaciale più grande della Valmalenco. Una rapita salita permette di raggiungere il Bochel del Torno, dove arrivano anche gli impianti sciistici invernali della Valmalenco. Seguendo le piste da sci si raggiunge l’antica mulattiera che da Lanzada,attraverso estesi boschi, prosegue fino al’Alpe Campascio per poi giungere all’Alpe Musella dove è previsto il pernottamento.

 

Quinta tappa

Alpe Musella (2021 m) - Vallone di Scerscen - Rif. Marinelli (2813) - Rif. Carate (2636 m) - Forcella di Fellaria (2819 m) - A. Fellaria Rif. Bignami (2382 mt)

  • Località di partenza: Rif. Marinelli Bombardieri
  • Quota massima: 2813 m
  • Dislivello di salita: 1100 m
  • Tempo di percorrenza: 8 h

Questa tappa permette di entrare nel cuore del gruppo del Bernina, in una zona caratterizzata ancora oggi dalla presenza di grandi ghiacciai, tra i più estesi delle Alpi italiane. Il percorso prevede il passaggio nella valle scavata dal torrente Scerscen, caratterizzata da ex miniere di amianto, severe pareti di serpentinite, i sedimenti dell’antica Alpe Scerscen ed infine il cimitero degli Alpini. Il percorso prosegue fino in fondo al vallone dove si susseguono distese detritiche con rada vegetazione fino a giungere lungo un crinale morenico il terrazzo ove è posto il rifugio Marinelli. Da qui,si scende fino al rifugio Carate e attraverso la Forcella di Fellaria si giunge ai pascoli dell'omonimo alpeggio, uno dei più alti della valle ancora utilizzati. Il rifugio Bignami è ubicato a poche decine di metri.

 

Sesta tappa

Rif Bignami (2382 mt) - A Gembrè (2190 mt) - A Val Poschiavina (2230 mt) - Passo Canciano (2464 mt) - Passo Campagneda (2601 mt) - Rif. Cristina (2227 mt)

  • Località di partenza: Rif. Bignami
  • Quota massima: 2601 mt
  • Dislivello di salita: 700 mt
  • Tempo di percorrenza: 6.30 h

Tappa di interesse naturalistico e di notevole sviluppo, ma priva di grosse difficoltà; dal Rif. Bignami si attraversa il circo con i torrenti glaciali (ponti) sino all'Alpe Gembrè e da qui su ampia mulattiera si perviene alle baite dell'Alpe Val Poschiavina. Risalita per intero la suggestiva e riposante vallata, si incontrano i tratti più impegnativi nella salita ai passi dove si può apprezzare una bella veduta sulla Val Poschiavo e le cime dei gruppi dell'Ortles-Cevedale e Adamello. Dal Passo Campagneda si scende verso i pascoli dell'omonimo alpeggio incontrando una serie di gradevoli laghetti per poi deviare verso sud ovest in direzione dell'Alpe Prabello e del Rif. Cristina

 

Settima tappa

Rif. Cristina (2227 mt) - A. Acquanera (2116 mt) - Piazzo Cavalli (1710 mt) - Caspoggio (1098 mt)

  • Località di partenza: Rif. Cristina
  • Quota massima: 2300 mt
  • Dislivello di salita: 100 mt
  • Tempo di percorrenza: 5 h

E' la tappa conclusiva dell'Alta Via che permette di ritornare al punto di partenza. Dall'amena conca dell'Alpe Prabello, si percorre la bella mulattiera che porta all'Alpe Acquanera, caratterizzata dalla presenza di ampie torbiere. Il tracciato si sviluppa ora in quota alla base della costiera Monte Acquanera-Monte Cavaglia-Monte Palino, con un saliscendi che conduce dapprima all'Alpe Cavaglia e scende infine sull'area sciistica di piazzo Cavalli. Raggiunto Piazzo Cavalli si prosegue attraversando i nuclei rurali degli alpeggi e maggenghi sopra Caspoggio fino a raggiungere il comune malenco, che rappresenta la fine del nostro tour.

 

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