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ECOMUSEO-MINIERA DELLA BAGNADA

l Museo della Bagnada vuole proporsi come "custode" della memoria collettiva e del territorio

 

 

    

 

 

 

DATE PROGRAMMATE PER VISITARE L'ECOMUSEO:

LA MINIERA E' VISITABILE SOLO SU PRENOTAZIONE PRESSO IL CONSORZIO TURISTICO SONDRIO E VALMALENCO. (0342/451150)

La visita guidata sarà effettuata con minimo 10 persone richiedenti.

I costi sono:

8 euro - ingresso ridotto - bambini 5/12 anni e anziani oltre i 70 annni

11 euro - ingresso intero

Per i gruppi di almeno 10 persone si possono organizzare visite ad hoc.

 

 

OBIETTIVO...

Nasce con l'idea di promuovere la storia e le peculiarità di un'attività che ha permeato la vita dei valligiani e connotato fortemente il territorio della Valmalenco.

La visita guidata del Museo porta alla luce storie dimenticate di un territorio di montagna e dela sua gente, ed è strumento per scoprire gli aspetti tecnologici e geologici del giacimento di talco.


STORIA DI UNA MINIERA....

La storia della Valmalenco, così come l'economia e l'aspetto geologico, è fortemente caratterizzata dalla ricchezza di risorse minerarie del territorio: amianto e talco, pietra ollare e serpentiniti.

Nel corso dei secoli, lo sfruttamento di queste preziose materie prime ha segnato tracce indelebili nella vita delle comunità valligiane. La Miniera della Bagnada fu scoperta verso la fine degli anni '20 dalla Società Anonima di Amianto dell'ingegner Grazzani di Milano, che ottenne la prima concessione di ricerca mineraria nel 1936.

In realtà, già nel 1870, alcune società impegnate nell'estrazione dell'amianto intuirono le potenzialità del talco; tuttavia le difficoltà tecniche e la scarsa richiesta sul mercato di una materia prima ancora poco conosciuta fecero cadere l'interesse.

Lo sfruttamento intensivo del giacimento della Bagnada, scoperto appunto durante le ricerche di nuovi filioni di amianto, si prolungò per oltre 50 anni, fino alla metà degli anni 80. L'attività di coltivazione della Miniera era piuttosto rudimentale, basata sul lavoto manuale e priva di aiuti di tipo meccanico. Prevedeva il trasferimento del talco attraverso teleferiche e un'organizzazione della forza lavoro in squadre di 25 minatori che si dividevano le incombenze di ogni giorno. L'estrazione del talco rappresenta ancora oggi un aspetto fondamentale nell'economia della Valmalenco, che con una sola miniera attiva si impone nel mercato internazionale. Certo, l'evoluzione tecnologica ha apportato alle modalità di coltivazione profondi cambiamenti in termini di modernità, ciò nonostatne non ha potuto cancellare la memoria storica che la Miniera della Bagnada vuole oggi testimoniare....


GEOLOGIA

Il talco, silicato idrato di magnesio, è sempre un minerale secondario delle rocce metamorfiche. Si presenta in aggragati lamellari tenerissimi (durezza=1 nella scala Mohs) per via del suo motivo strutturale. E' insolubile nell'acqua e resistente agli attacchi chimici e termici. Per queste proprietà trova largo impiego nell'industria. Quello della Bagnada, di colore bianco verdognolo, si trova sotto forma di filoni all'interno di banchi di dolomia saccaroide. E' chiamato anche Talco "Carbonato" per distinguerlo dal Talco "Steatite" attualmente coltivato in Valmalenco.

 

COME EFFETTUARE LA VISITA

La visita si effettua solo su prenotazione chiamando lo scrivente Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco.

I costi sono:

8 euro - ingresso ridotto - bambini 5/12 anni e anziani oltre i 70 annni

11 euro - ingresso intero

Si effettuano visite ad hoc per gruppi e scolaresche.

 

SITO INTERNET DEL MUSEO: www.minieradellabagnada.it  

 

 

 

IL LOGO DELLA MINIERA-MUSEO DELLA BAGNADA

 

 

 

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